Quando ogni cosa diventa motivo di lite
- Marysaba Mennuti - Coach Relazionale
- 21 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Smettere di litigare sembra impossibile quando ogni discussione nasce da qualcosa di piccolo… e finisce per diventare enorme.
Urla, silenzi, comportamenti passivo-aggressivi, sensi di colpa.Se ti riconosci in questo schema, sappi che non sei solo.
Il caso: “Ho paura di aprire la bocca.
Quando ogni cosa diventa una lite":
“Io e il mio ragazzo litighiamo quasi tutte le sere per cose stupide che poi diventano discussioni lunghissime. Ci rinfacciamo il passato e ci accusiamo a vicenda. Litighiamo per chi deve lavare i piatti, per il disordine, per il telefono… qualsiasi cosa diventa una scintilla.Io lo amo, ma mi sento sola. Sembra che non gli importi niente di quello che gli chiedo.”
Dietro queste parole c’è qualcosa di molto chiaro: solitudine e frustrazione.
Non è (solo) una questione di piatti o telefono. È la sensazione di non essere supportati nella quotidianità e così che ogni cosa diventa una lite.
Il primo errore: parlare in modo generico
Cosa succede quando ogni cosa diventa una lite?
Solitamente, in questi casi, usiamo spesso frasi come:
“Litighiamo sempre”
“Non fai mai niente”
“Sei sempre al telefono”
Ma cosa significa davvero sempre o mai?
👉 La comunicazione non violenta ci invita a fare una cosa molto semplice (ma potentissima):tornare ai fatti concreti.
Ad esempio:
“Lavi i piatti due volte a settimana”
“Io li lavo gli altri giorni”
Questo non elimina il problema, ma crea una base reale su cui lavorare. Perché se dici “non fai mai niente” e non è vero, l’altra persona entrerà subito in difesa.
Dietro la rabbia c’è sempre un bisogno
Spesso pensiamo:👉 “Sono arrabbiata perché lui non lava i piatti”
Ma in realtà:
❌ Non è il comportamento il problema
✅ È il bisogno non soddisfatto
In questo caso, il bisogno potrebbe essere:
collaborazione
equità
supporto
condivisione delle responsabilità
Lavare i piatti non è il bisogno.È solo la strategia che hai trovato per soddisfarlo.
Come cambiare il modo di comunicare
Invece di dire:
❌ “Non fai mai niente in casa”
Puoi iniziare a dire:
👉 “Mi sento stanca e frustrata perché ho bisogno di più collaborazione in casa. Ti andrebbe di trovare insieme una soluzione?”
Questo cambia completamente il tono della conversazione.
Non stai accusando
Non stai imponendo
Stai aprendo uno spazio di dialogo
Attenzione alle “punizioni invisibili”
Un altro elemento interessante nel caso è l’uso del telefono.
Spesso diventa un rifugio… ma anche una forma di punizione.
👉 “Mi hai ferito → mi chiudo → ti ignoro”
Questo crea distanza e alimenta il conflitto.
Molti di noi sono cresciuti in un modello comunicativo punitivo, dove si vince o si perde.
Ma nelle relazioni sane, l’obiettivo non è vincere.
Non devi vincere. Devi costruire.
Ci sono tre dinamiche comuni nei conflitti:
Io vinco, tu perdi
Tu vinci, io perdo
Vinciamo entrambi
👉 L’unica sostenibile è la terza.
Questo significa:
ascoltare anche i bisogni dell’altro
essere curiosi, non difensivi
costruire soluzioni insieme
Ad esempio:
👉 “Possiamo creare insieme un modo per dividerci le responsabilità?”
Uno strumento pratico: la lista dei bisogni
Molto spesso litighiamo senza sapere davvero di cosa abbiamo bisogno.
Per questo ho creato una lista dei bisogni che puoi scaricare gratuitamente.
Ti aiuterà a:
capire cosa ti manca davvero
distinguere bisogni da strategie
comunicare in modo più chiaro
Una domanda importante
Se dici di amare questa persona, la vera domanda è:
👉 Vuoi avere ragione… o vuoi costruire qualcosa insieme?
Perché le due cose, molto spesso, non vanno nella stessa direzione.
Conclusione
Se ti riconosci in questa storia, fermati un attimo.
Non serve cambiare tutto subito. Serve iniziare a guardare il conflitto in modo diverso.
Con più consapevolezza. Con meno giudizio.
Con più intenzione di capire.

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